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LABORATORIO CHAVONNE

INTERVENTO:
Recupero di un capannone industriale di inizio ’900 per il dipartimento Risorse Naturali della Regione Valle d’Aosta.
LUOGO:
Villeneuve, Aosta, Italia
ANNO:
2008‐in corso
COMMITTENTE:
Regione VdA
DIMENSIONE:
930 mq
IMPORTO OPERE:
960.000,00 euro
TEAM:
PAT.
Giovanni Catrano (strutture)
Golder associates (impianti)

PIU’ INFO

Il Village Chavonne, nel comune di Villeneuve, è sorto negli anni 1916-1917 per iniziativa della Società Alluminio Italiano. Il complesso era destinato alla produzione di alluminio “e altri materiali di valore commerciale e importanti per la guerra”.
Collocato in un’area pianeggiante sulla destra orografica della Dora Baltea, il complesso comprende magazzini, aree produttive, uffici, residenze per i dipendenti, spaccio e sala cinematografica. Presenta caratteristiche architettoniche e tipologiche omogenee che meritano di essere salvaguardate per mantenere l’unitarietà dell’insediamento, sottoposto a vincolo di tutela da parte della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali.
Gli stati di conservazione dei vari edifici sono molto differenti. Il capannone n. 200, oggetto del presente intervento, fu adibito a falegnameria fin dalla sua realizzazione nel 1917. Conservò questa destinazione d’uso all’inizio degli anni ’20, quando il Village Chavonne passò all’Ansaldo, per poi venir destinato alla manutenzione di impianti elettrici con il passaggio alla società Cogne. Cessata l’attività dalla Cogne, il Village ha vissuto un periodo di parziale abbandono. Nel 1994 la proprietà dell’area è stata trasferita alla Regione Valle d’Aosta che ha avviato un processo di riuso.
L’obiettivo dell’intervento è la ristrutturazione dell’edificio al fine di renderlo utilizzabile dal Dipartimento risorse naturali nell’ambito della propria attività lavorativa.
La superficie interna del capannone dovrà essere destinata per circa il 40% al rimessaggio di materiale e attrezzature delle squadre forestali dipendenti dal Dipartimento risorse naturali e per il restante 60% ad area produttiva destinata a lavori di falegnameria e manutenzione attrezzatura.
I locali dovranno essere dotati di impianto elettrico e di illuminazione, e per la sola area di lavorazione, di impianto di riscaldamento.
Il progetto è stato sviluppato con l’intento di rendere l’intervento un modello virtuoso applicabile al riuso di tutti gli immobili che costituiscono il complesso, dal punto di vista sia delle pratiche di conservazione e riuso, sia delle prestazioni energetico-ambientali.
Gli interventi di cui è oggetto l’edificio sono infatti stati concepiti in modo da tutelarne il valore storico documentale, in linea con gli orientamenti espressi dalla Carta per il Patrimonio Industriale del TICCIH, il comitato internazionale per la conservazione del patrimonio industriale affiliato all’ICOMOS.
Se ne richiamano in particolare due punti, particolarmente significativi per sottolineare da una parte il valore dell’intervento e dall’altra la metodologia che sarà adottata:
V. Continuer à adapter et à utiliser des bâtiments industriels évite des pertes d’énergie et contribue à pérenniser le développement économique
VI. Les interventions sur les sites devraient être réversibles et avoir un minimum d’impact. Tous les changements inévitables et les suppressions d’éléments significatifs devraient être inventoriés, enregistrés et stockés

Lo stato di deterioramento delle coperture, in larghe porzioni crollate, ha imposto un completo rifacimento.
Dovendo rispondere all’esigenza di ospitare locali di lavoro scaldati, l’involucro edilizio è stato totalmente ripensato per offrire prestazioni termiche d’eccellenza.
Il pacchetto di copertura è composto da un tavolato in pannelli di fibra di legno legata con cemento Portland, una barriera impermeabile traspirante, pannelli isolanti in polistirene espanso additivato con grafite già assemblati con listello porta tegole integrato.
I pannelli in fibra di legno e cemento sono disposti sopra gli arcarecci, formando un tavolato che sostituisce le pianelle in laterizio della soluzione originaria. Questa soluzione presenta molti vantaggi rispetto a un tradizionale tavolato in legno: non è più costosa, è molto più isolante, costituisce una barriera al fuoco, è traspirante contribuendo a smaltire l’umidità ed a mantenere sana la struttura. I pannelli in fibra di legno e cemento hanno eccellenti proprietà fonoisolanti. Inoltre per la loro massa ed il loro calore specifico presentano una elevata capacità di accumulo termico.
Il manto esterno della copertura è stato realizzato in tegole di cemento conformi per tipologia e cromia a quelle già utilizzate negli altri capannoni già oggetto di ristrutturazione all’interno dell’area, in modo da ricostituire l’unitarietà del complesso.
Alle pareti perimetrali in pietra è stato applicato un rivestimento esterno isolante “a cappotto” in polistirene espanso additivato con grafite e finitura ad intonaco.
La pavimentazione interna esistente, deteriorata e priva di vespaio, è stata completamente rimossa e sostituita da una nuova pavimentazione industriale in cemento su vespaio in ghiaione e strato isolante in polistirene espanso estruso ad alta densità.
Il progetto prevede la suddivisione del capannone in due distinte aree funzionali (IMG 12) che ospiteranno rispettivamente un’area di rimessaggio (fredda) ed un locale destinato ad attività di lavorazione e manutenzione (riscaldata) che si avvarrà di attrezzature specifiche (sega-tronchi, banco lavoro, etc). Le due aree sono separate da un blocco funzionale a tutt’altezza, internamente diviso in due piani. Il PT ospita la nuova centrale termica, mentre il P1 ospita il locale tecnico destinato all’unità di trattamento aria e gli spogliatoi con annessi servizi igienici.
Tutti i serramenti esistenti, in legno o ferro, sono stati sostituiti con nuovi serramenti in alluminio riciclato con certificazione della tracciabilità degli elementi costitutivi, in linea con le prescrizioni normative contenute nei Protocolli GBC (Green Building Council), ITACA e LEED® per la certificazione degli edifici.
Nell’area destinata a rimessaggio le finestre della parte bassa sono state chiuse con un tamponamento opaco reversibile mediante la posa in opera di pannelli sandwich in acciaio preverniciato con isolamento in lana di roccia. Tale scelta permette la realizzazione di un sistema di scaffalature lungo tutto il perimetro interno, pur conservando la scansione di pieni e vuoti della facciata. In questo modo risulterà inalterata la lettura del disegno originario dei prospetti, che appare una delle caratteristiche salienti del manufatto. In qualsiasi momento sarà possibile sostituire ogni pannello cieco con un serramento vetrato.
Dal punto di vista delle prestazioni energetiche, l’intervento non si è limitato all’isolamento dell’involucro, ma ha puntato alla minimizzazione dell’impatto ambientale attraverso l’uso, per il riscaldamento, di una fonte energetica rinnovabile e virtualmente a costo 0: il cippato prodotto dal Corpo Forestale come scarto di lavorazione dell’attività svolta nel capannone e altrove nella Valle.
La caldaia, durante le ore di lavoro, scaricherà la sua potenza termica per il riscaldamento su di un accumulo, utilizzato come volano. Questa soluzione consente un funzionamento del sistema più costante, evitando picchi di potenza, e quindi di consumi, istantanei; un impianto solare termico avrà la funzione di produzione dell’acqua calda sanitaria, scaricando la sua potenza su di un secondo accumulo termico, coadiuvato secondo necessità dalla medesima caldaia a cippato.
La nuova centrale termica alimenterà un impianto di diffusione aria ad induzione con canali microforati per il riscaldamento dell’area di lavorazione, sistema che consente di ottenere temperature uniformi con una minima movimentazione dell’aria e limitando al massimo il disperdimento di polveri di lavorazione e l’effetto energeticamente dispersivo ed inutile della stratificazione dell’aria .
Durante il periodo estivo inoltre il medesimo impianto di trattamento e diffusione dell’aria potrà funzionare in modalità free-cooling, utilizzando direttamente l’aria esterna durante il periodo notturno per raffrescare in modo naturale la zona di lavorazione senza utilizzate alcun sistema di refrigerazione attivo.
L’impianto di illuminazione del fabbricato è realizzato con corpi illuminanti con lampade fluorescenti a basso counsumo con accensioni differenziate al fine di consentire l’illuminazione delle zone effettivamente occupate dalle lavorazioni. Nei servizi igienici e spogliatoi sono installati sensori di presenza persone per consentire l’accensione delle luci solo quando effettivamente necessario. Gli impianti elettrici sono realizzati con componenti che introducano bassi livelli di armoniche ed inserimento di filtri per il loro abbattimento.