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MOENA PUBLIC PARKING MOENA PUBLIC PARKING MOENA PUBLIC PARKING MOENA PUBLIC PARKING MOENA PUBLIC PARKING MOENA PUBLIC PARKING

MOENA PUBLIC PARKING

PROGRAM:
Multi floor parking with restaurant, info point and scenic roof terrace
LOCATION:
Moena, Trento, Italy
DATES:
2013
CLIENT:
Comune di Moena
AREA:
258 parking stalls
COST:
7.500.000,00 euro
STATUS:
Competition
TEAM:
PAT. with BuonomoVeglia

MORE INFO

Il parcheggio è del tipo a a semipiani sfalsati, con rampe di mezzo piano a doppio senso, soluzione che permette di ottimizzare struttura e viabilità e ridurre al massimo l’ingombro. La struttura in acciaio ha una maglia di 16×5 m. Con i pilastri posti lungo il perimetro, i semipiani risultano completamente sgombri. Le strutture seguono i principi del “fire engineering”: gli elementi portanti sono dimensionati in funzione della resistenza in presenza di temperature elevate, sulla base dei dati termici emergenti dalla simulazione di un incendio naturale effettuata mediante i software SAFIR e FDS (Fluid Dynamics Simulator).
Dal punto di vista urbano, la volontà è quella di creare un “nodo” che sia anche un “luogo”. Uno spazio che non sia solamente una piattaforma di transito, un oggetto a servizio di …, ma che divenga esso stesso punto di interesse, innestato nel sistema paesaggio attraverso un linguaggio coerente e mimetico.
Siamo partiti dall’esistente. Dalla tettonica delle Dolomiti. Dalle sue pieghe, increspature, geometrie spigolose. Attraverso un processo di rilettura abbiamo generato un linguaggio che ha informato la definizione del rivestimento di facciata. In questo caso non è possibile parlare di prospetti, di geometrie architettoniche nel senso classico. Siamo piuttosto nell’ambito della geologia e della mineralogia. Il processo di analisi e sintesi ha generato una geometria cristallina poi razionalizzata ed ingegnerizzata, scomposta in grandi triangoli, rivestiti da una lamiera stirata. In quanto elemento di mediazione tra dentro e fuori, tra costruito e ambiente naturale la pelle è funzionale al mimetismo e all’adattamento dell’edificio alle differenti condizioni ambientali stagionali. La modalità con la quale si è raggiunto tale obiettivo è di derivazione militare (blending e disruptive camouflage), ma anche tipico del mondo degli animali. La lamiera traforata è verniciata con differenti tipi di verde presi dalla “tavolozza” della vegetazione circostante, con la quale il volume si fonde. Come un camaleonte, poi, si adatta anche alla situazione invernale, all’ambiente innevato.
La lamiera stirata utilizzata, infatti, è integralmente costituita da una serie di “tasche”. Queste concavità sono state pensate per poter ospitare la neve, che cadendo andrà a rivestire completamente sia le parti orizzontali e di copertura che le facciate dell’edificio, rendendolo di fatto “invisibile” nel candido panorama invernale. Come avviene per la montagna che diviene irreale e inconsistente quando si ricopre di neve, ancor più quando il vento spazzola le creste e genera una nuvola informe che pare dissolverla come un fantasma.
Il grigliato di facciata consente inoltre un’adeguata ventilazione e funge da supporto per la crescita di rampicanti per una reale “fusione” con il paesaggio.
La mitigazione è completata con la messa a dimora di specie arboree ad alto fusto autoctone (abete, larice, pino).